Gallipoli

No Tap sul palco di Manu Chao. Intanto fioccano le prime sanzioni per i blocchi a San Foca

mercoledì 19 luglio 2017
Una delegazione del Comitato è salita sul palco del Parco Gondar a Gallipoli. Multe fino a 10mila euro per le manifestazioni del 4 luglio scorso. 

Il grido “No Tap” arriva anche sul palco di Manu Chao. La star della world music, in concerto ieri al Parco Gondar di Gallipoli, ha ospitato alcuni rappresentati del Comitato che si oppone alla costruzione del gasdotto abbracciando idealmente le ragioni della protesta con un “no pasaran” ripetuto tra gli applausi del pubblico.

Intanto arrivano le prime sanzioni per i manifestanti che lo scorso 4 luglio hanno partecipato ai blocchi per impedire il passaggio dei mezzi della multinazionale nei pressi del cantiere in contrada San Basilio a San Foca. Le sanzioni, per “aver ostacolato-impedito la libera circolazione” vanno da 2.500 a 10mila euro per le quali non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

“L'ufficio stampa della questura di Lecce ci tiene a far sapere che siamo solo all'inizio: proseguono le indagini della Polizia Scientifica per quanto accaduto a partire da Marzo 2017 – scrive in un comunicato il Comitato No Tap.
Mentre si cerca di criminalizzare il movimento, le associazioni e i cittadini, noi continuiamo a denunciare che chi agisce nell'illegalità é TAP: sembrerebbe assurdo, ma così non è, che un governo difenda gli interessi privati di una multinazionale, mettendo in moto, in maniera puntuale, una macchina repressiva di queste dimensioni.
Nel giro di pochi giorni, il succedersi degli eventi ha portato ad un inasprimento della repressione da parte di Tap e delle forze a suo sostegno.
È di sabato 15 luglio la notizia che le nuove indagini Arpa sulle fanerogame marine, richieste dalla prescrizione A5, hanno rilevato una "prateria densa" di posidonia oceanica nei fondali interessati dall'attraversamento del gasdotto mentre Tap sostiene si tratti di "piccole chiazze non sufficientemente estese". Si tratta di un aspetto non di poco conto, in quanto potrebbe compromettere l'intera realizzazione dell'opera e crea l'ennesima falla nella "macchina perfetta" di Tap. Noi non ci fermeremo davanti alle intimidazioni di chi ci vuole nel silenzio – concludono gli attivisti - combatteremo ogni forma di repressione imposta da chi si dichiara "forza dell'ordine" ma di fatto difende l'illegalità”.

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