Cronaca

Odissea sul volo Ryanair Torino-Bari, Codici: "Pronta la richiesta di risarcimento"

martedì 10 gennaio 2017
I passeggeri in viaggio il 6 gennaio scorso sono arrivati a destinazione con un giorno di ritardo dopo il dirottamento a Lamezia.

Aeroporti di Bari e Brindisi paralizzati per la neve e centinaia di passeggeri che rimangono a terra in attesa per ore. In queste ore stanno giungendo allo sportello di Codici Lecce più segnalazioni di utenti che denunziano di essere rimasti in attesa per molte ore negli aeroporti italiani, senza ricevere alcuna informazioni sulla durata dei ritardi o, peggio, dovendo sopportare cancellazioni o dirottamenti spesso ingiustificati, oltre alle spese necessarie per il rientro a casa -scrive l'avvocato Stefano Gallotta.

E' il caso dei passeggeri del volo Ryanair 8715 Torino – Bari del 6 gennaio partito con circa quattro ore di ritardo dall'aeroporto internazionale di Torino Caselle e giunto alle 23.30 circa a Lamezia Terme, a seguito del dirottamento del volo.

Questo il racconto dei malcapitati viaggiatori: “Il pilota, nei pressi dell'aeroporto di Bari, dapprima annunciava un ritardo nell'atterraggio per dare la precedenza ad un altro aereo e, in seguito, la deviazione del volo a Lamezia Terme. Dopo circa un'ora di attesa all'aeroporto di Lamezia T., i passeggeri venivano finalmente avvisati che sarebbero giunti alcuni pullman entro un'altra ora, mezzi che arrivavano verso l'una di notte e, peraltro, risultavano insufficienti a far salire a bordo tutti i passeggeri, dovendo trasportare anche i viaggiatori di un altro aereo dirottato, proveniente da Bologna.

Alcuni passeggeri, con bambini stremati al seguito e preoccupati per le condizioni delle strade interne e dalla prospettiva di affrontare un viaggio lungo, difficoltoso e pericoloso, decidevano di trascorrere la notte in albergo a Lamezia, sopportando ogni spesa relativa al pernottamento e al disagevole rientro a Bari, con pullman da Lamezia a Napoli e viaggio in treno con scalo alla stazione di Caserta. Così, alla fine di questa odissea, i viaggiatori giungevano stremati e influenzati a destinazione solo alle 22 del 07 gennaio, ossia con oltre un giorno di ritardo rispetto al preventivato”.

“Un vero e proprio incubo che non trova giustificazione solo nelle cattive condizioni atmosferiche, visto che l'aeroporto di Bari era regolarmente operativo e altri voli (anche dello stesso vettore) erano regolarmente atterrati la sera dell'Epifania- evidenzia l'avvocato. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce. “In base al Regolamento CE n. 261/2004, i vettori aerei sono tenuti a corrispondere una compensazione pecuniaria ai passeggeri in caso di arrivo a destinazione con oltre tre ore di ritardo, compensazione che, per il volo in questione, è di Euro 250 pro capite, oltre al rimborso per tutte le spese sostenute in conseguenza del ritardo (albergo, treno, pasti ecc.) e al danno extracontrattuale determinato dai gravi disagi patiti, riconosciuto dalla recente giurisprudenza di merito. Infatti – prosegue l'avv. Gallotta – il vettore aereo è esonerato da responsabilità solo ove dimostri che i ritardi siano imputabili a circostanze realmente imprevedibili ed eccezionali, inevitabili pur adottando tutte le misure opportune (è il caso, ad esempio, dei disagi conseguenti all'eruzione del vulcano in Islanda del 2010, che determinò la chiusura dello spazio aereo europeo): ma tali non possono ritenersi i disagi legati alla vicenda narrata, agevolmente evitabili dal vettore in quanto l'aeroporto di Bari Palese era regolarmente operativo.

In merito alle cancellazioni e ai ritardi di questi giorni, premesso che occorrerà valutare la sussistenza di responsabilità a carico delle compagnie aeree per ogni singolo caso – conclude Gallotta - si invitano i viaggiatori a non tener conto delle email “deterrenti” inviate dai vettori aerei che, il più delle volte, respingono ogni richiesta di risarcimento anche a fronte di responsabilità palesi e inconfutabili”.

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