Gallipoli

Gino Schifosi: "A Gallipoli è vietato farsi scappare la pipì"

giovedì 17 settembre 2009

L’esponente della minoranza consiliare attacca la maggioranza sulle questioni irrisolte e sulle emergenze in un città giudicata “calda e caotica” in termini di pulizia, ordine e traffico

 

L’annoso problema dell’assenza di bagni pubblici nella “Città Bella” torna nuovamente di attualità. Stavolta a sollevarlo è il consigliere all’opposizione Gino Schirosi, il quale ha definito l’eterna emergenza “una piaga insanabile”. “Gallipoli è a prova di vesciche debilitate e di prostate seriamente compromesse da precaria autonomia -attacca con ironia Schirosi-. Che colpa ne hanno gli sfortunati interessati, tribolati dalla tarda età? Probabilmente è capitato nel luogo sbagliato quel vecchio di 88 anni che ha invano cercato rifugio salvifico (ma rifiutato!) nel privé della locale stazione. Succede anche questo in città, per assenza totale di bagni pubblici”.
In effetti, la “questione” è venuta fuori ingigantita ancor di più in un periodo come l’estate, quando il numero dei residenti a Gallipoli quasi si decuplica considerate le presenze di ospiti, villeggianti e turisti che scelgono questo incantevole angolo dello Jonio per trascorrere le loro vacanze.
“Si sono mai chiesti i nostri solerti amministratori -attacca ancora l’esponente della minoranza consiliare- come hanno risolto sinora i loro problemi fisiologici migliaia e migliaia di turisti addensati nelle marine, nell’area portuale, nel centro storico, sul lungomare Galilei e su corso Roma? Quando mai si è discusso di tali problemi in Commissione o nei Consigli comunali rarefatti e blindati da ordini del giorno confezionati e gestiti dai numeri della maggioranza? La verità invece è un’altra: c’è chi intenderebbe togliere all’oppositore la facoltà di denunciare, segnalare, suggerire problemi e questioni più o meno serie ed importanti. Forse per impedire ogni tentativo di dialogo e collaborazione?”. Ma per Schirosi quello del bagni pubblici non è il solo problema irrisolto da mettere a fuoco. “Prima o poi -conclude Schirosi- qualcuno dovrà pur fare un bilancio delle cose fatte, o meglio non fatte in questa estate calda e caotica in termini di pulizia, ordine, traffico, tutela ambientale, rispetto paesaggistico e quindi vivibilità da raccontare in piena coscienza a tutti, specie ai 150mila ospiti e testimoni”.

 

Daniele Greco

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